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Finanza mutualistica e competitività territoriale

Nell’economia globalizzata si è ormai consolidato il concetto di competitività territoriale, volendosi con questo temine intendere l’attitudine di un territorio ad offrire ai propri residenti oggettivi elementi di vantaggio nel gioco competitivo globale.
La competitività territoriale trova le sue origini primordiali nei meccanismi geopolitici che fanno di un territorio un ambito vocato agli scambi mercantilistici o alla produzione industriale (sia materiale che immateriale).
Con la fondazione degli stati nazionali si è cercato di governare i meccanismi promotori della competitività territoriale, perseguendo il più delle volte obiettivi strategici di convergenza economica delle zone meno sviluppate.
Ai giorni nostri dobbiamo registrare un forte rallentamento delle politiche nazionale di sviluppo territoriale e una marcata inefficacia degli strumenti sovranazionali, come, ad esempio, quelli messi in campo dall’Unione Europea o dal Fondo Monetario Internazionale.
Nel nostro sistema economico e giuridico, un ruolo sempre più rilevante sembrano assumerlo gli organismi fondati sul concetto di mutualità, in primis gli organismi di produzione, siano essi finalizzati allo sfruttamento mutualistico del lavoro, dell’edilizia abitativa o del credito.
In particolare, la grave crisi finanziaria scoppiata nel 2008 ha fortemente impattato sul sistema creditizio, provocandone un generale indebolimento che ha sortito effetti non trascurabili sul processo di consolidamento del settore, accelerando la scomparsa dei piccoli operatori, a favore del rafforzamento dei grandi gruppi nazionali.
Sono comunque rimaste sul territorio espressioni importanti del credito mutualistico, che in alcuni casi hanno assunto il rango di esperienza di riferimento per l’intero settore. E’ in questi casi interesse dei territori difendere tali esperienze, potenziando l’attività di partecipazione e di controllo propria della natura democratica di tali strumenti giuridico-economici.
Occorre in particolare che gli imprenditori ed i semplici consumatori-cittadini che partecipano le cooperative creditizie aumentino il proprio interesse e la propria attenzione sul funzionamento di regole fondamentali della mutualità, come la correttezza e la trasparenza della gestione, la distribuzione degli utili sotto forma di ristorni, la gestione delle attività di beneficienza e mutualità previste dagli statuti e dalle norme.
La corretta partecipazione al governo delle cooperative di credito può costituire un motore importante della competitività territoriale, nella logica dello sviluppo autocentrico che restituisce dignità, entusiasmo e senso del futuro alle singole collettività che si spendono per i propri territori.
Dr. Saverio Carlo Greco
SLCV
 

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