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Il nuovo disordine civile

 La razionalità delle scelte e il nuovo disordine civile. La lezione di Akerlof e Shiller

Ogni giorno ci misuriamo con fenomeni che sono al tempo stesso fallimenti delle regole di funzionamento democratico e fallimenti delle regole di funzionamento economico, quali: l’alta disoccupazione, l’incertezza nel futuro dei giovani, il progressivo e generalizzato impoverimento della comunità nazionale, l’aumento delle differenze territoriali, la diffusione di comportamenti criminali ad opera di multinazionali, il fallimento delle banche, la riduzione dei servizi pubblici essenziali come la sanità.
Ma come è possibile che la democrazia ed il mercato siano diventati così inefficaci ed incapaci di correggere i fenomeni, come quelli richiamati all’inizio, che danneggiano la comunità civile? La risposta sembra banale: un Paese come l’Italia non riesce a correggere le sue disfunzioni civili perché le scelte assunte con le regole della democrazia (oltre ad essere inefficaci) sono prive della razionalità necessaria. E siccome in democrazia la maggioranza è costituita da tanti individui che superino la metà dei voti, dobbiamo interrogarci proprio sui motivi profondi per cui il singolo assume le sue scelte in maniera, di fatto, irrazionale (chi sceglierebbe di vivere in un mondo in cui non c’è futuro per i propri figli? E chi sceglierebbe di acquistare un prodotto che nuoce al pianeta?).
Agli effetti pratici la razionalità delle scelte individuali è minata da una congerie di cause, alcune delle quali antiche ed altre moderne.
Per prima cosa, le scelte di natura politica (come quelle relative all’acquisto di certi servizi e prodotti) producono effetti su una molteplicità di questioni, alcune delle quali assai complesse e remote dalla quotidianità dell’individuo. Dunque il problema principale è costituito dal fatto che l’individuo è chiamato a produrre, con la sua scelta, effetti su materie che non conosce o, quantomeno, conosce in maniera superficiale (potremmo definirla irrazionalità/complessità).
Il secondo problema è costituito dalla congruenza tra le informazioni in possesso del singolo individuo e la loro corrispondenza alla realtà. Il crollo dei meccanismi associativi come la fabbrica e la leva obbligatoria e l’indebolimento delle agenzie formative come la scuola e la famiglia, lasciano di fatto l’individuo più solo di quanto non avvenisse in passato ad assumere le informazioni che gli occorrono per assumere le sue scelte. In questo contesto aumenta il rischio che l’individuo attinga informazioni non veritiere, che ne compromettono la razionalità delle scelte. Basta qui richiamare il fenomeno delle Fake News e dell’elezione di Trump per convincere della gravità del rischio della irrazionalità/disinformativa.
Il terzo, e più preoccupante problema, è la crescente debolezza dell’individuo, che oltre ad essere sempre più solo, è anche esposto ad una crescente attività manipolativa. Da un lato, infatti, aumenta il disagio individuale per effetto di fenomeni come il terrorismo globale, l’insicurezza economica e l’instabilità politica, dall’altro si diffonde l’utilizzo di strumenti tecnologici che raccolgono i segnali più profondi del nostro disagio, delle nostre speranze e delle nostre convinzioni. Cerchiamo conforto al nostro disagio mettendo a disposizione della rete sociale digitale la chiave d’accesso alla nostra mente, ed ai suoi meccanismi decisionali più profondi. In questo si innesta il rischio della manipolazione delle nostre scelte, che potremmo indicare come il rischio di irrazionalità/manipolativa.
Ebbene, per come hanno brillantemente spiegato già nel 2015 Akerlof e Shiller nel libro “Phishing for Phools”, sono ormai ampiamente diffuse tecniche manipolative che riescono ad indurre gli individui ad assumere scelte che sono sempre più guidate da risposte istintive e sempre meno da calcoli razionali. E tali tecniche vengono ordinariamente utilizzate dalle multinazionali, che in tal modo riescono a vendere anche prodotti dannosi per la salute, dai governi, che in tal modo destabilizzano le istituzioni di governi stranieri (si pensa che questo sia stato il fenomeno scatenante delle primavere arabe) e, come naturale, anche dai politici, che si assicurano in tal modo il potere di governare.
Ciò che accomuna tali fenomeni è che la manipolazione è finalizzata ad indurre l’individuo a scegliere da se ciò che gli è meno conveniente, assicurando un ingiusto vantaggio a chi muove i fili di tale macchinazione. Sembra quasi che nella manipolazione e nell’inganno risieda l’elemento d’equilibrio dell’ordine neoliberista e della sua cultura unica omologante. Ed è un elemento di equilibrio che non c’entra con l’ottimizzazione del sistema, la sua efficienza o la sua efficacia, ma semmai con l’accordo, più o meno consapevole, più o meno formale, tra le strutture economiche che guidano tali processi con le loro immense risorse ed i gruppi dirigenti politici, che pretendono di curare gli interessi dei singoli dietro il totem del libero mercato.
Di tutto ciò i singoli cominciano ad accorgersi, ma di fatto sono orfani di una vera offerta politica (ma direi, più generalmente, civile) alternativa. Ed il fenomeno è presto spiegato. I ceti dirigenti che sono oggi al potere hanno tratto tanti e tali vantaggi da questa evoluzione del sistema economico e istituzionale che mai si sognerebbero di metterlo in discussione. In tal modo le risorse civili (fatte di poteri, denari, saperi) rimangono a completa disposizione delle offerte politiche pronte a mantenere lo status quo.
Anche le posizioni estreme rimangono legate al meccanismo di funzionamento manipolativo. E’ immaginabile che il movimento di Casaleggio possa adottare una piattaforma politica che affronti il tema della manipolazione della socialità virtuale? Semmai dobbiamo aspettarci che lo rafforzi, visto che su di esso ha fondato il suo modello di business (come dicono gli americani: il suo fatturato) ed il suo consenso politico.
Il sistema sembra dunque bloccato in uno stato di equilibrio non sostenibile, foriero di nuove e più gravi crisi; l’unico antidoto è la resistenza al pensiero unico ed alle sue pratiche manipolative, nella speranza che prima o poi dal loro negativo influsso si riescano a liberare tante coscienze che possano costituire una maggioranza democratica per un ordine civile alternativo.
Saverio Carlo Greco

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